Non siamo soli

Aggiornato il: 22 mar 2020

La laguna sucia è una laguna adiacente alla laguna de Los tres, più bassa di quota ma più complicata da raggiungere in quanto vi è soltanto una traccia anziché un vero e proprio sentiero.Per percorrerla infatti è necessario registrarsi presso l’ufficio dei Rangers all’ingresso del parco.Ci rilasciano un tagliando da inserire nella buchetta delle lettere al di fuori della loro stazione una volta fatto ritorno. Nel caso tale tagliando non fosse riconsegnato entro due giorni dal giorno di rientro, i Rangers verrebbero a cercarci.

In una giornata di alta pressione, decidiamo di dedicarci all’esplorazione di questa laguna.A detta dei Rangers, ad un certo punto la traccia si sarebbe interrotta a causa di un macigno.Da una parte il fiume, dall’altra il bosco e quest’enorme masso.Come da istruzioni cerchiamo di aggirare l’ostacolo verso monte, ma della pista da seguire, nemmeno l’ombra.Proseguiamo andando ad istinto, fino al momento in cui un brivido mi coglie: notiamo delle impronte che testimoniano il passaggio di un puma. I Rangers ci avevano avvisato della sua presenza classificandola come rara: ne hanno visto un uno in ben 37 anni!


Ma la neve è rivelatrice, come una voce che ci sussurra all’orecchio in quell’ambiente ovattato.Non siamo soli.“Su le antenne!” Dice Andrea mentre proseguiamo il nostro cammino.Ho paura.Riusciamo a superare l’ostacolo e saltando da un sasso all’altro ci avviciniamo sempre di più al ventre della vallata.La laguna ancora non si vede, ma davanti ai nostri occhi il Cerro Chaltèn si mostra sempre più imponente.E’ tardo pomeriggio quando non siamo ancora arrivati a destinazione. In questi momenti è facile farsi prendere dall’entusiasmo e voler arrivare fino all'obiettivo. L’orologio però ci suggerisce di tornare all’accampamento e con uno sguardo, senza dover fiatare, prendiamo la decisone più saggia.Mi prendo gli ultimi due minuti per riflettere, poterlo fare in questo luogo è infatti un privilegio: noi davanti a queste pareti verticali e cime accuminate, affilate come coltelli.E’ un ambiente che incute timore.Mi lascio trasportare dall’immaginazione e mi chiedo quale sia il motivo che spinge alpinisti e scalatori a salire quelle cime.“Non hanno paura?” Mi domando.A spingerli è forse ciò che ha spinto me ad essere qui: un incontenibile senso dell’avventura e dell’esplorazione, un’irrefrenabile voglia di mettersi in gioco e di metterci nella condizione di guardarci dentro.Ho paura solamente trovandomi qui, alle pendici della catena, salirla richiede sicuramente non solo una massiccia forza fisica, ma anche mentale.Scattiamo qualche fotografia istantanea e riflettiamo sulla sensazione di purezza e primordialità che stiamo provando.Roccia, ghiaccio, neve, acqua e mistero sono gli elementi che caratterizzano questo luogo.


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