Verso un mondo parallelo


A volte mi capita di entrare in una stanza buia, ma per pigrizia non accendere la luce, cercando di affidarmi ai sensi diversi dalla vista per potermi orientare e fare ciò che devo. Tuttavia ci sono delle volte in cui gli altri sensi non non sono sufficienti e mi vedo costretto a schiacciare quell’interruttore. Il più di queste volte, si prospetta davanti ai miei occhi un ambiente diverso da come lo avevo immaginato e seppur questa sia una situazione banale mi fermo ad osservare ciò che mi circonda. Probabilmente, se la luce fosse già stata accesa, tutto ciò che è quell’ambiente in quel momento perderebbe di “interesse”.

Questa credo sia la differenza tra il VEDERE e lo SCOPRIRE.

Non sono solito ad informarmi e documentarmi più dello stretto necessario riguardo ad un luogo che andrò a visitare, preferisco infatti accendere l’interruttore durante il mio cammino.

Nell’estate di qualche anno fa, ho acceso una delle luci che mi ha permesso di scoprire e vivere una delle esperienze più belle ed emozionanti della mia vita.


Mi trovo in auto, lato passeggero, il che è snervante per uno che ama guidare, ma non ci penso.

A destra il mio amico Andrea guida, dietro di me invece siede Denise.

Fuori piove, del resto la Scozia è nota per questo genere di meteo, ma in auto l’aria che si respira è di pura gioia, voglia di vivere e spensieratezza.

Ogni km percorso coincide con una continua scoperta: montagne, laghi, fiumi, alberi isolati e oceano.

Di mio sono sempre stato un “mammone”, con una costante nostalgia di casa ogni qualvolta mi trovassi distante da essa, questa volta però è diverso: non manca nulla. Tutto ciò che voglio e che sogno è qui o comunque a poche centinaia di km da dove mi trovo ora.


Nella quotidianità, spesso abbiamo a che fare con persone poco solari, dalla mentalità ristretta e dalla scarsa voglia di vivere. Inconsapevolmente ci facciamo trascinare da esse a coltivare l’arte del lamento e dell’invidia verso chi vuole inseguire un sogno, la sensazione di libertà o più banalmente verso chi ha una visione della vita diversa dalla loro. Ecco perché sono convinto di avere al mio fianco, in questo momento, i migliori compagni di viaggio che potessi desiderare. Con loro, tutto quello che si può anche solo sognare, diventa possibile.

Ci “arrampichiamo” con l’auto lungo una stradina che mi ricorda qualche intricato passo Dolomitico. Giungiamo in cima ad un altopiano, che a posteriori associerò ad una sorta di frontiera che porta a quello che tutt’ora definisco un “mondo parallelo”. Camminando quassù mi sento trasportato all’età della pietra, potendo notare la mano del grande architetto.

Ci sediamo ognuno per conto proprio a riflettere.


Non ho fretta di salire sul traghetto per scoprire le terre sul lato opposto della baia, mi sto godendo ogni singolo istante con la consapevolezza di non desiderare null’altro.

Non è forse vero che fissare troppo la mente sulla destinazione possa far perdere d’importanza anche tutti gli altri momenti?

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